Keltouma ci parla del suo primogenito, Amine, un ragazzo nello spettro autistico che compirà diciotto anni. Amine ha sempre trascorso le estati frequentando i centri estivi. Quest’anno trovare una struttura disposta ad accoglierlo è stato particolarmente difficile per via dell’età.
Infine è stato accolto, senza esitazioni, per una settimana in un centro estivo con attività sportive, musica e diversi giochi. Per Amine e sua madre è stato un grande sollievo.
Per la famiglia
L’estate per un bambino nello spettro
Un piccolo vademecum con tre consigli a carattere generale su come organizzare al meglio il periodo estivo: 1. giocate d’anticipo, già a fine febbraio, contattando il vostro Comune o l’assistente sociale della ULSS di appartenenza per capire quali centri estivi possono fare al caso vostro. 2. Rispettate le scadenze, facendo richiesta nei tempi consentiti. 3. Valorizzate i contributi, se ne avete diritto, per progetti abilitativi volti a promuovere le abilità sociali e di autonomia.
Cura di sé, relazioni sociali e sessualità nell’adolescenza
Nell’adolescenza i cambiamenti fisici, naturalmente fisiologici, portano le ragazze e i ragazzi autistici a dover fare un cambio di routine di cura personale. La cura di sé è anche motivo di accettazione e fattore estetico, e sono collegate alla qualità della vita e all’autonomia personale; diventano quindi importanti obiettivi educativi da raggiungere nei loro percorsi.
Il bisogno di autodeterminarsi
Emma compirà tredici anni a fine luglio. È una ragazzina solare e allegra. La diagnosi di autismo è arrivata molto presto, quando aveva appena due anni. Con l’avvicinarsi dell’adolescenza, molte cose sono cambiate in Emma: il corpo, le emozioni, il modo di comunicare il disagio, il bisogno di autodeterminazione.
Come affrontare l’autismo in adolescenza?
L’adolescenza è una fase preparatoria alla vita adulta e, per i ragazzi nello spettro autistico, richiede un cambiamento di sguardo rispetto agli obiettivi clinici. Gli adolescenti autistici fanno maggior fatica a gestire e regolare le proprie emozioni e la propria sessualità. È importante giocare d’anticipo: portarli fuori, lavorare presto sulle autonomie, sulle abilità sociali, sulla gestione dei comportamenti problema all’esterno. È fondamentale che venga posta attenzione alla dimensione della socializzazione, dell’inclusione scolastica e che si investa in attività a contatto con i coetanei e con il mondo.
Progetti che migliorano la vita dei ragazzi
Sono Bianca Gumiero, mamma di Andrea, un ragazzo autistico. Collaboro con I Bambini delle Fate fin dai suoi inizi, nel 2005, quando l’idea di creare reti di sostegno per finanziare progetti di inclusione era ancora un sogno da costruire e, per molti aspetti, sembrava...
ABAut nel 2026
ABAut è nata per offrire un sostegno reale e concreto alle famiglie. Gli obiettivi dell’associazione per il 2026 sono portare sempre più famiglie dentro i progetti, far arrivare a più persone possibili l’informazione su quello che facciamo, diventare un Ente del Terzo Settore per rendere più solido e riconoscibile il nostro contributo alla comunità, dare un impulso ulteriore alla formazione, aumentare la professionalità dei nostri collaboratori, ampliare il numero dei terapisti formati.
40 anni di autismo visti da Roberto Tombolato
Roberto Tombolato ha diretto per molti anni l’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria Infantile dell’ULSS 8 Berica, il servizio dedicato alla diagnosi, cura e riabilitazione dei disturbi neurologici, psichiatrici e del neurosviluppo in bambini e adolescenti. Ci spiega che cosa è cambiato, nel tempo, nel modo di leggere e accompagnare l’autismo.
Essere una terapista ABA
Attorno al bambino autistico ruotano molte figure professionali, tra cui il terapista con formazione in psicologia o ambito educativo. È una professione che si apprende sul campo, con formazione e affiancamento da parte di analisti del comportamento. L’analista fissa gli obiettivi nelle sessioni di supervisione poi e le terapiste quotidianamente li declinano.
L’ABA come forma di vita: intervista a Ana, mamma di Matei e Marcu
Nell’intervento ABA, il bambino è seguito da un’equipe di professionisti e i genitori vengono coinvolti attivamente. Perché sia efficace, il lavoro svolto durante le sessioni, non si deve fermare all’ora settimanale con il terapista. Una mamma con due bambini autistici, ci spiega quanto sia importante partecipare attivamente alle sessioni.









