Le settimane senza scuola in Italia sono ben 14 e, alla volta di marzo, tutti i genitori sentono una certa ansia crescere. Oggi nessuno si può più permettere più di tenere i bambini per tre mesi e stare con loro: questo principalmente per motivi di lavoro, ma anche perché oggi i bambini hanno estremo bisogno di stimoli e di stare con gli altri bambini. L’estate così diventa quindi il momento in cui le capacità organizzative di una famiglia vengono messe a dura prova.
E se il bambino ha una diagnosi dello spettro autistico, la primavera coincide con l’inizio di una nuova, l’ennesima, impegnativa battaglia: cosa far fare durante i mesi estivi ai propri figli. Usiamo il termine battaglia perché è quello che rende meglio l’idea dell’immane fatica, fisica e psicologica, a cui si deve prestare un genitore di un bambino neuro divergente.
Tutti i genitori si chiedono: come passerà la torrida estate mio figlio/a? Troverò un contesto accogliente che offra attività adeguate alla sua condizione? Sapranno gestirlo con o senza il suo personale operatore? Potrà godere di un contesto veramente inclusivo?
E questa battaglia diventa sempre più ardua quando i bambini diventano sempre più grandi.
Qualcuno potrà obiettare che questa fatica organizzativa l’hanno tutte le famiglie, perché tutti i genitori si organizzano per inserire i propri figli all’interno dei centri estivi per arrivare incolumi al periodo delle ferie. È vero, con l’unica differenza che purtroppo i nostri figli non possono essere inseriti in un qualsiasi centro estivo ma non solo, a volte non vengono nemmeno accolti!
Vorrei che la realtà fosse diversa, ma è la pura verità. Quindi abbiamo pensato di stilare un piccolo vademecum con tre consigli a carattere generale su come affrontare al meglio il periodo estivo:

GIOCATE D’ANTICIPO!
Non rimandate l’organizzazione. Sappiamo che è impegnativa, che ogni volta si rimette tutto in discussione e che gli ostacoli da superare sono sempre troppo alti. Il nostro consiglio è di iniziare a muovervi a fine febbraio per contattare il vostro Comune o l’assistente sociale della ULSS di appartenenza che segue vostro figlio. Chiamate o scrivete mail in contesti dove secondo voi potrebbero organizzare centri estivi o laboratori pomeridiani. Cercate sempre il confronto con altri genitori, alle volte il passaparola è di grande aiuto!

RISPETTATE LE SCADENZE!
Sappiamo che le cose da tenere a mente sono molte ma non potete permettervi di tralasciare nulla, come per esempio l’invio della richiesta dell’operatore (OSS) per l’accompagnamento di vostro figlio durante l’estate ai centri estivi, sempre che la sua diagnosi rientri in questa fascia. Quelle ore sono ossigeno puro, una garanzia di copertura per sopravvivere fino a fine luglio. Sì, non sono sufficienti ma proprio per questo, anche se a marzo non avete ancora le idee chiare, dovete attivarvi. Fare la rinuncia è possibile anche dopo aver fatto richiesta, mentre l’invio oltre i termini di scadenza non è possibile. Il nostro consiglio è quindi di farvi uno scadenzario con le cose importanti da attivare.

VALORIZZATE I CONTRIBUTI!
Sapete che per chi ne ha fatto richiesta e gli è stato riconosciuto di averne diritto, esiste un valido contributo fornito dall’ULSS per i progetti abilitativi volti a promuovere le abilità sociali e di autonomia. Esistono nel territorio alcune realtà che promuovono progetti in tal senso coperti da questi fondi e che possono accogliere i vostri figli. La stessa assistente sociale che vi segue potrebbe essere fonte di ispirazione e aiuto concreto nell’individuazione di questi contesti. Il nostro consiglio è di utilizzare al meglio e con cognizione di causa tutti i contributi che ricevete per vostro figlio.
Speriamo che questi consigli possano essere di aiuto a tutti voi con l’auspicio che le vostre estati cittadine siano vissute discretamente senza soccombere nel caos totale.